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diretto da Romano Luperini

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Norme di scrittura degli articoli pubblicati sul lit-blog «La letteratura e noi»

 

I nostri temi e le nostre sezioni

Il blog «La letteratura e noi» pubblica interventi sulla scuola, la letteratura, l’attualità culturale e politica. Le sezioni a cadenza di pubblicazione fissa (rispettivamente lunedì, mercoledì, venerdì) sono tre «La scuola e noi», «L’interpretazione e noi», «La scrittura e noi», cui si aggiunge «Il presente e noi», a cadenza variabile. Pubblichiamo anche interventi editi, ma di norma prediligiamo quelli inediti.
«La scuola e noi» pubblica due tipi di interventi: esperienze didattiche realmente sperimentate (in prevalenza di lingua e letteratura italiana, ma più in generale di materie umanistiche); riflessioni su ogni aspetto della vita scolastica (politiche scolastiche, scuola e democrazia, scuola e cultura, valutazione …).
«L’interpretazione e noi» pubblica interventi di critica e teoria letteraria e recensioni sugli stessi argomenti.
«La scrittura e noi» pubblica recensioni letterarie, con particolare attenzione per il panorama contemporaneo, e anticipazioni ed estratti di opere letterarie.
«Il presente e noi» pubblica riflessioni sull’attualità.

Taglio dell’intervento e lunghezza

Per quanto riguarda il taglio dell’intervento, esso può spaziare dall’intervento corsivo in stile giornalistico (senza però deflettere da serietà e precisione) al breve saggio propriamente inteso (ma in questo caso occorre sorvegliare lunghezza e impostazione ed evitare paludamenti e tic linguistici accademici). Più di ogni indicazione teorica, giova a orientarsi la lettura di qualche intervento pubblicato sul nostro blog.
Non escludiamo comunque la pubblicazione di saggi più articolati e impegnativi. Potete rivolgervi alla redazione per ragionare insieme sulle forme di scrittura più adeguate.

Per quanto riguarda la lunghezza dell’intervento, è bene ricordare che la lettura in Rete è mediamente più rapida e meno paziente di quella su carta. È perciò auspicabile perseguire la concisione e contenersi all’incirca tra le 5mila e le 12-13mila battute. L’indicazione non è tassativa e non invitiamo alla semplificazione delle questioni complesse, ma ogni allontanamento da questo intervallo può sempre ritorcersi contro la leggibilità, e quindi la diffusione, dell’intervento.

Organizzazione del testo, note, bibliografia

Per facilitare la lettura di lettori sempre più distratti da altri stimoli, è bene curare con attenzione la scansione in paragrafi e dividere l’intervento in capitoletti, ciascuno dotato di un titolo che orienti la lettura. Se assenti nella redazione autoriale, i titoletti saranno comunque aggiunti dall’editing redazionale.

Le note e la bibliografia, se non strettamente necessarie, possono essere evitate. Qualora invece le si ritenga indispensabili, esse devono comunque essere essenziali. Nel caso di interventi già pensati per sedi dove le note e la bibliografia siano cospicue, occorre ridurle o trovare un accordo con la redazione.
Le note dovranno essere tutte “di chiusura” (al fondo del documento) e non “a piè di pagina”.
Le indicazioni bibliografiche seguono l’ordine di prassi. Per i libri: autore, titolo [in corsivo], editore, luogo di edizione, data, pagina/pagine. Per gli articoli da quotidiano: autore, titolo [in corsivo], «nome della testata» [fra virgolette basse], data. Per gli articoli specialistici: autore, titolo [in corsivo], «nome della rivista» [fra virgolette basse], anno, numero, data, numero/numeri di pagina.

Link

Eventuali link possono essere inseriti nel testo ancorandoli alla parola con l’apposita funzione di Word. In alternativa, si può inserire fra parentesi quadre il link di fianco alla parola cui esso sarà legato. L’ancoraggio verrà poi fatto dalla nostra redazione prima della pubblicazione.

Editing

Il corsivo può essere utilizzato per dare enfasi a una parola o breve frase e deve essere usato per i titoli delle opere e per tutte le parole straniere che non siano diventate d’uso nell’italiano (quindi “una commedia molto british”, ma “scrivere al computer”).
Le virgolette alte (“”) vanno usate per dare enfasi a una parola; le virgolette basse a caporale («») vanno usate per le citazioni, i dialoghi, le definizioni (es. «regressione del narratore»).
La lineetta o trattino disgiuntivo ( – ) va usata per gli incisi; il trattino congiuntivo ( - ) va usato per congiungere fra loro due o più parole.

Indirizzo mail

Gli articoli da sottoporre alla redazione possono essere spediti all’indirizzo redazione@laletteraturaenoi.it