Chichibìo

chichibìo Chichibìo è un giornale fatto da insegnanti, ma che si rivolge a tutti coloro che in vario modo sono interessati alla scuola, ne conoscono la funzione strategica e non si accontentano del sentito dire, di qualche esternazione ministeriale, di due o tre articoli giornalistici l'anno a celebrazione di un gruzzolo di consuete liturgie (inizio delle lezioni, occupazioni, esami di Stato, ecc.). Non è facile parlare di scuola in un paese che ha dimostrato in tanti modi di amarla assai poco. Chichibìo vuole farlo partendo dall'insegnamento dell'italiano, ma aprendo fin dall'inizio finestre su altri panorami. L'italianistica non sarà l'occasione per una querula lamentazione sulla condizione degli insegnanti, ma la prospettiva culturale (e la stratificazione del vissuto) in cui essi si riconoscono, la specola da cui osservare, discutere, polemizzare, prendere posizione: in nome di quella civiltà del dialogo e della ricerca di senso che è alle origini del percorso intellettuale di tanti docenti.

Chichibìo si propone di ridare visibilità alla scuola vera, non quella delle circolari o della vulgata giornalistica del momento; di ridare la parola e il gusto di parlare a chi è uno dei primi - ma anche uno dei più negletti - depositari di questo diritto-dovere; di ridare a chi l'abbia persa la consapevolezza della centralità del ruolo e, soprattutto, della funzione degli insegnanti.

La sopravvivenza e il successo di Chichibìo sono una scommessa, e gli azionisti di questa scommessa sono i suoi lettori-collaboratori. Gli articoli che ospiterà saranno scritti a partire dalla scuola e dai suoi molti problemi reali, così che esperienza vissuta e riflessione teorica trovino il giusto punto di intersezione. Il punto di vista che il giornale intende assumere è quello problematico e critico, ma anche propositivo e costruttivo, di chi vuole intervenire nel dibattito e partecipare "dall'interno" alla gestione del cambiamento.

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