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diretto da Romano Luperini

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mundusNel resto del mondo – e particolarmente in alcune nazioni, fra le quali Germania, Francia, Inghilterra e Spagna –, la didattica della storia si è configurata, a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, come una branca delle Scienze Storiche, che indaga sulla storia dell’insegnamento della storia, dai programmi ai manuali; si occupa di questioni tecniche, come la produzione di strumenti didattici, ma anche di problemi teorici, quali lo studio della coscienza storica, del canone delle conoscenze storiche o delle finalità dell’insegnamento storico; studia, infine, l’impatto sociale della disciplina, le sue modalità di apprendimento, l’attrezzatura mentale del pensiero storiografico.

In questa pluralità di interessi, la didattica della storia confina con diversi campi disciplinari: la metodologia e l’epistemologia storiche; le scienze sociali e la geografia; le scienze psicologiche, pedagogiche e delle comunicazioni.

Questo è l’orizzonte di «Mundus». Definisce un territorio aperto a studiosi e lettori diversi: dal docente universitario, all’insegnante di qualsiasi ordine e grado, allo studente delle Scuole di Specializzazione, all’educatore o a una delle tantissime figure professionali che contemplano l’utilizzazione sociale del sapere storico.

«Mundus» non è solo un luogo di discussione e di problemi, ma vuole essere anche un repertorio di strumenti e di soluzioni concrete, validate dalla ricerca, per il lavoro del docente.Mundus era un luogo sacro, un pozzo al centro di Roma, dove il cielo si congiungeva con la terra. Naturalmente destinato a diventare eponimo di ombelico, per una delle metonimie più imprevedibili della storia è diventato il nome del pianeta. A questa dialettica fra locale e globale, si richiama questa rivista, e del “mondo” ci rammenta una profondità temporale, che è il valore distintivo del nostro mestiere, di insegnanti e di storici.

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