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diretto da Romano Luperini

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Il presente e noi

Contiene saggi e interventi su temi e questioni di attualità.

Quando arriva lui

silvio-berlusconiQuando arriva lui, il capo del partito, la regia è mobile, con tre telecamere sopra l’auto blu, coi vetri fumé, d’ordinanza. Anche se le ultime immagini pubbliche del padrone di Mediaset e del Milan sono state tutte con gli occhiali scuri e in piazza del Popolo, per la verità gremita, c’è un sole alto, Silvio Berlusconi è senza occhiali. Segno che gli occhi guariscono quando si tratta della piazza e si ammalano improvvisamente quando invece si ventila la possibilità dell’aula di tribunale. Questo scriveranno i giornali “comunisti”. D’altronde per lui e per la gente che è in piazza non c’è crisi che tenga, “comunista” è tutto ciò che è nemico. I magistrati sono “comunisti”, la Germania è “comunista”, perfino i banchieri della Banca Centrale Europea sono un po’ “comunisti”. Ma le cose sorprendenti di questo comizio dei liberali di destra (lui li chiama così, anche se tutto sembrano ad una prima occhiata, tranne che liberali di destra) sono, da un lato, l’euforia smodata della gente, dall’altro, la precisione del tutto, dal punto di vista organizzativo.

Dopo le elezioni

follaSiamo entrati in un tempo in cui il senso della storia, dell’etica e dell’impegno civile non solo sono diventati meno frequenti ma hanno cambiato natura. Siamo dentro una fase storica in cui il senso della storia, quando ci sia, è senza storicismo, il senso dell’etica, sempre più raro, è senza morale precostituita e il senso dell’impegno civile, comunque poco presente, è senza più nazione o popolo.