laletteraturaenoi

!-

diretto da Romano Luperini

-->
icomail twitter facebook
marcella

Il presente e noi

Contiene saggi e interventi su temi e questioni di attualità.

Qualche considerazione su formazione di compromesso e crisi dei migranti

0000Immigrazione Fra le più importanti categorie che Freud ci ha lasciato in eredità c’è quella di formazione di compromesso. Si tratta di uno scontro fra forze psichiche che sono opposte ma convivono all’interno della nostra mente. A livello logico, la formazione di compromesso consente a istanze contraddittorie di convivere in perfetta armonia. Essere d’accordo e in disaccordo - contemporaneamente e senza soluzione di continuità - con qualcosa, sostenere e contrastare nello stesso tempo e in modo ugualmente forte uno stesso fenomeno: un paradosso che la nostra coscienza non riesce ad accettare, ma che pure il nostro inconscio continuamente autorizza.

Essere di sinistra. Qualche minima proposta

img 8311. Essere di sinistra significa che esiste un'unica appartenenza: quella dell'essere sociale. Non ci si salva da soli; l'essere umano o è sociale o non lo è.

2. Essere di sinistra è la risposta a un bisogno di significato che sia capace di unire e non dividere gli uomini. La sinistra è dunque un valore, prima (assai prima) di essere un programma politico o economico. Oggi si tratta anzitutto di conoscere o di riconoscere tale valore.

3. Essere di sinistra è un valore e, come tale, non è dimostrabile. Scegliere di stare a sinistra nel mondo non è scegliere una certezza, ma una possibilità. Si tratta di una scelta a rischio, non garantita da nulla. Basata solo su un'ipotesi razionale (il senso di appartenenza all'umanità) e su una necessità etica (è meglio ciò che unisce di ciò che divide).

Quando arriva lui

silvio-berlusconiQuando arriva lui, il capo del partito, la regia è mobile, con tre telecamere sopra l’auto blu, coi vetri fumé, d’ordinanza. Anche se le ultime immagini pubbliche del padrone di Mediaset e del Milan sono state tutte con gli occhiali scuri e in piazza del Popolo, per la verità gremita, c’è un sole alto, Silvio Berlusconi è senza occhiali. Segno che gli occhi guariscono quando si tratta della piazza e si ammalano improvvisamente quando invece si ventila la possibilità dell’aula di tribunale. Questo scriveranno i giornali “comunisti”. D’altronde per lui e per la gente che è in piazza non c’è crisi che tenga, “comunista” è tutto ciò che è nemico. I magistrati sono “comunisti”, la Germania è “comunista”, perfino i banchieri della Banca Centrale Europea sono un po’ “comunisti”. Ma le cose sorprendenti di questo comizio dei liberali di destra (lui li chiama così, anche se tutto sembrano ad una prima occhiata, tranne che liberali di destra) sono, da un lato, l’euforia smodata della gente, dall’altro, la precisione del tutto, dal punto di vista organizzativo.

Dopo le elezioni

follaSiamo entrati in un tempo in cui il senso della storia, dell’etica e dell’impegno civile non solo sono diventati meno frequenti ma hanno cambiato natura. Siamo dentro una fase storica in cui il senso della storia, quando ci sia, è senza storicismo, il senso dell’etica, sempre più raro, è senza morale precostituita e il senso dell’impegno civile, comunque poco presente, è senza più nazione o popolo.