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diretto da Romano Luperini

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La scrittura e noi

Contiene testi poetici e narrativi editi e inediti di autori contemporanei.

Letteratura per giovani adulti /4. Intervista a Gigliola Alvisi

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Quando ha iniziato a scrivere narrativa destinata ai ragazzi e quale è stata la molla che l’ha spinta a scegliere proprio i giovani come destinatari privilegiati dei suoi testi?

In una realtà come quella italiana, poco formata e istituzionalizzata per la scrittura, spesso si inizia per caso. Ho vinto dei concorsi per inediti con storie per bambini (allora i miei figli erano piccoli e le loro voci mi risuonavano dentro) e poi mi ha contattato una piccolissima casa editrice veneta che voleva inaugurare una collana ad alta leggibilità adatta anche ai bambini con difficoltà di lettura. Abbiamo costituito un gruppo di lavoro che si è dato delle linee guida precise dal punto di vista grafico, sintattico e narrativo. Quell’esperienza per me è stata fondamentale perché mi ha insegnato a lavorare focalizzata sul lettore. I ragazzi mi affascinano, sono un mix di innocenza e saggezza, di entusiasmo e di pudore, di passione e di paura. Stanno decidendo che adulti vogliono diventare, osservano gli altri e giudicano il mondo, guardano avanti e sognano. Come lettori, inoltre, sono una sfida estrema: se a loro un libro non piace non lo leggono, molto semplicemente. Devi prenderli al lazo alla prima pagina e tenerli stretti fino all’ultima. Non ti concedono sconti: o ti amano e non esisti.

Quali sono i temi più ricorrenti nella sua narrativa e a quale bisogno comunicativo rispondono?

Non ti accorgi di aver frequentato alcuni temi fino a che non metti tutti i tuoi libri in fila e li analizzi. Ogni storia è a se’, eppure tutte parlano di te, dell’adolescente che sei stato e dell’adulto che sei diventato. Ero un’adolescente che pretendeva rispetto e giudicava severamente gli adulti. Nelle mie storie rispetto il lettore proponendo argomenti forti e non concedo sconti ai personaggi adulti. Parlo di famiglia, ovviamente, e di quanto sia difficile capirsi, di come l’amore e le buone intenzioni non sempre siano sufficienti. Parlo di scuola, di sogni e soprattutto di scelte e responsabilità personali. I ragazzi hanno bisogno di sapere che le loro scelte producono conseguenze, per se’ e per gli altri. Hanno bisogno di incontrare personaggi coraggiosi, che fanno i conti con le proprie paure e maturano scelte importanti. Da questo punto di vista raccontare Ilaria Alpi è stata una vera sfida. A chi vuoi che importi di una giornalista uccisa vent’anni fa? cercavano di scoraggiarmi alcuni amici. E invece ai ragazzi interessa, anche se Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sono stati ammazzati prima che loro nascessero. Li interessa, li indigna, vanno a casa e fanno domande ai genitori, si appassionano alle notizie del tg. Si scoprono cittadini, si informano, leggono altre storie.

Un romanzo corale per affrontare le lacerazioni del passato: Patria di Fernando Aramburu

fernando aramburu 982x540 L’immagine di copertina di Patria che Guanda ha ripreso dall’edizione spagnola è allusiva dell’episodio generatore di tutto il romanzo: l’uccisione dell’imprenditore Taxto, marito di Bittori, per mano dei terroristi baschi in un giorno di pioggia battente. È lo stesso Aramburu a raccontare come ha scelto l’immagine come ha scelto l’immagine, seguendo un “istinto” che, come spiega, affonda le sue radici in un tragico fatto di cronaca del 2000 che aveva rimosso:

Curiosamente, de los tres elementos primordiales de la imagen (la lluvia, la silueta humana con posible boina y el paraguas rojo) no me fijé bien en el que seguramente tiene mayor peso simbólico, el paraguas. En mi novela llueve con frecuencia y, en un momento determinado de la narración, un hombre recorre bajo la lluvia el último trecho de su vida. Que el paraguas de la fotografía sea rojo pudiera parecer un elemento exótico. Esta impresión es, con todo, errónea, como tantas otras en las que incurriremos a buen seguro si juzgamos desde tópicos y prejuicios la realidad social vasca de las últimas tres décadas.

Fue después de haber elegido la ilustración de la cubierta cuando recordé (y unas fotos de prensa me lo confirmaron) que el paraguas que llevaba el periodista José Luis López de Lacalle el día en que ETA lo asesinó en Andoáin era de color rojo.[i]

 

Letteratura per giovani adulti /3. Intervista a Emanuela Da Ros

Da Ros Emanuela 458x458 a cura di Morena Marsilio

1)   Quando ha iniziato a scrivere narrativa destinata ai ragazzi e quale è stata la molla che l’ha spinta a scegliere proprio i giovani come destinatari privilegiati dei suoi testi?

Poco prima del 2000 (l’amico Andrea Zanzotto diceva che era ‘l’anno con le rotelle’ e che mi avrebbe portato fortuna) ho inviato al Premio Pippi un testo inedito, che avevo scritto per gioco o - parafrasando il titolo di una commedia di Natalia Ginzburg – “per allegria”. Si trattava del Giornalino Larry. Oltre a fare l’insegnante, avevo iniziato a dedicarmi al giornalismo, e - nel frattempo - facevo la mamma: il mio salotto era una redazione-sala-giochi. Un gran caos, a pensarci. Eppure in quella bagarre mi è venuta l’idea di scrivere una storia, dedicata ai bambini, in cui immaginavo che fossero loro a fare i giornalisti, a scrivere ciò che accadeva nel condominio Larry (che era il posto in cui passavano i pomeriggi). Quel testo - e per me è stato un evento magico - ha vinto il Premio Pippi, è stato pubblicato con Feltrinelli in Italia, e poi da un editore tedesco.

È stato l’inizio di un’avventura ‘preparata’ dalla lettura di tanti libri - soprattutto umoristici - scoperti anche grazie ai suggerimenti di Carla Poesio, che avevo avuto la fortuna di ascoltare durante un corso (per docenti) dedicato alla letteratura per ragazzi.

No future. La storia dietro la copertina di 108 metri. The new working class hero /11

 

foto copertina 108 metriSapevo che c’era una storia dietro la foto della copertina di 108 metri prima ancora di sapere che storia fosse. È una fotografia in bianco e nero, con due ragazzi in primo piano e delle ciminiere industriali sullo sfondo. Mi è piaciuta subito, l’ho scelta come foto di copertina ma ci ho messo un po’ per ricostruire la storia dietro le immagini fissate sulla pellicola. Ed è una storia working class, piena di rabbia e lacrime. Di disoccupazione e di morte. Di comunità devastate dal fantasma di Margareth Thatcher. Una storia che adesso finalmente posso raccontare.

Intanto dietro la copertina c’è un romanzo. Un memoir di emigrazione in Inghilterra: due anni in cui ho fatto parte della nuova working class inglese, quella dei servizi, delle pulizie, dei cleaner e dei kitchen assistant, dopo che la vecchia working class, quella delle industrie e dei minatori, era stata devastata dalle politiche conservatrici dei primi anni Ottanta. Politiche che distrussero le comunità working class del nord del paese o della Scozia, trasformando in Trainspotting quella che era The Road to Wigan Pier.

Letteratura per giovani adulti /2. Intervista a Aidan Chambers

f06f293c6a3103724913501e776b198c Quando ha iniziato a scrivere narrativa destinata ai ragazzi e quale è stata la molla che l’ha spinta a scegliere proprio i giovani come destinatari dei suoi testi?

Ho iniziato a scrivere narrativa per ragazzi mentre ero bibliotecario di una scuola e insegnante di inglese e teatro in una scuola superiore negli anni ‘60. Mi venne chiesto di trovare libri che i miei alunni potessero leggere e di incoraggiarli alla lettura il più possibile. Ma al tempo vi erano davvero pochi libri che fossero adatti. Non esisteva una categoria come ‘letteratura per ragazzi’. Chiesi allora ai miei alunni quale fosse il tipo di storie che sarebbe piaciuto loro leggere. Dissero che dovevano essere corte e che raccontassero di persone come loro, che facessero quello che potevano fare anche loro. Io scrivevo da quando avevo quindici anni, ma non riuscii a farmi mai pubblicare. Decisi di scrivere storie come quelle che volevano i miei alunni. Le mostrai ad un editore che le accettò. Allo stesso tempo, scrissi delle opere di teatro che i miei alunni potessero mettere in scena, e anche queste vennero pubblicate. Iniziò così la mia carriera di scrittore, innanzitutto per i ragazzi, e successivamente romanzi che parlassero dei ragazzi. La storia intitolata Ombre Sulla Sabbia, pubblicata da Rizzoli nel 2016, è uno dei primi romanzi corti scritti per i ragazzi. Il mio primo romanzo sui ragazzi fu Breaktime, pubblicato per la prima volta da Edizioni E. Elle nel 1994, e ripubblicato in una nuova traduzione nel 2005 da Fabbri Editori e ora da Rizzoli.

Giusto terrore di Alessandro Gazoia

 

download Fra le numerose opere che hanno contraddistinto il 2018, una in particolare ha le caratteristiche per entrare in un discorso ampio sull’evoluzione della forma romanzo nella letteratura italiana contemporanea. Si tratta di Giusto terrore. Storie dal nostro tempo conteso di Alessandro Gazoia (ilSaggiatore 2018, pp. 155).

Sul terrorismo italiano degli anni ’70 è uscito un numero di pubblicazioni (saggi, romanzi, articoli, reportage) tale che ci si chiede in quale misura un nuovo testo possa apportare un contributo diverso su questo tema. È senza dubbio con la consapevolezza di non poter scrivere un altro libro sugli anni di piombo che Gazoia adotta una strategia narrativa non inconsueta, ma finora mai applicata al racconto delle fasi e delle figure principali del terrorismo italiano, dissimulando un’analisi di quegli anni all’interno una cornice romanzesca.

Narrato in prima persona, l’opera si muove fra i terreni dell’autofinzione, del reportage narrativo, del saggio storico. Il progetto dell’autore è esplicitato fin dall’incipit: narrare il terrorismo come parte integrante della realtà. Lo sguardo della voce narrante si muove come la telecamera di un documentarista, cogliendo spunti dal paesaggio che scorre dai finestrini di un treno Intercity e da ciò accade all’interno di un suo scompartimento. Dalle immagini il narratore ricava riflessioni sulla storia italiana e mondiale più recente, spostandosi dalla copertina di un libro sul fondamentalismo islamico a una riflessione comparata sui terrorismi e gli estremismi, islamico e italiano.

Letteratura per ragazzi/1. Intervista ad Angela Nanetti

FB PS18 Autori Nanetti a cura di M. Marsilio

1. Quando ha iniziato a scrivere narrativa destinata ai ragazzi e quale è stata la molla che l’ha spinta a scegliere proprio i giovani come destinatari privilegiati dei suoi testi?

Ho iniziato pubblicando nel 1984 “Le memorie di Adalberto”, che ha come protagonista un preadolescente: il libro attualmente è edito da Giunti. L’obiettivo era quello di indurre a leggere il non-lettore, quindi una storia fresca e ironica, con un io narrante dodicenne alle prese coi problemi della crescita del corpo e delle relazioni familiari. Successivamente, nella collana “Ex libris” di El sono usciti “Cambio di stagione” e “Guardare l’ombra”,  dove i protagonisti  sono  dei sedicenni, un ragazzo e una ragazza, e il tema è l’amore. Perché ho iniziato rivolgendomi ai ragazzi, e quindi ai bambini? Per il desiderio di stare dentro quelle età, di viverne i pensieri e le emozioni, di dare loro voce.

2. Quali sono i temi più ricorrenti nella sua narrativa e a quale bisogno comunicativo rispondono?

Credo di avere pubblicato una trentina di libri rivolti all’infanzia e alla adolescenza e ho sperimenta to registri narrativi e contenuti diversi. All’inizio hanno prevalso le tematiche legate alla crescita e alle relazioni con gli adulti e coi coetanei, successivamente, a partire da “Mio nonno era un ciliegio” e senza escluderle, i temi si sono fatti più complessi e differenziati e altrettanto le modalità comunicative. Tutto questo rispondeva a un mio bisogno di esplorare altri percorsi e di rivolgermi a un lettore trasversale, offrendo della storia livelli di lettura diversi. L’uso della metafora (vedi “Mio nonno era un ciliegio”, “L’uomo che coltivava le comete”, “Un giorno un nome incominciò un viaggio”) , di strutture narrative più mosse, alternando dialogo, io narrate e  terza persona (vedi “Era calendimaggio”, “Due stagioni”, “Morte a Garibaldi”), insieme alla mescolanza di registri e tecniche narrative hanno permesso questo risultato, mentre il lavoro sul linguaggio e sulle psicologie ha favorito il meccanismo di identificazione tra me e i personaggi e tra me e il lettore . Tra i temi  frequenti quelli legati alla crescita e alle relazioni interpersonali, ma anche quello della identità e della accettazione dell’altro. 

Perché leggere questo libro: Il Consiglio d’Egitto di Leonardo Sciascia

 

00000000000000000000000000000000sciascia Il benedettino passò un mazzetto di penne variopinte sul taglio del libro, dal faccione tondo soffiò come il dio dei venti delle carte nautiche a disperdere la nera polvere, lo aprì con un ribrezzo che nella circostanza apparve delicatezza, trepidazione. Per la luce che cadeva obliqua dall’alta finestra, sul foglio color sabbia i caratteri presero rilievo: un grottesco drappello di formiche nere spiaccicato, secco. Sua eccellenza Abdallah Mohamed ben Olman si chinò su quei segni, il suo occhio abitualmente languido, stracco, annoiato era diventato vivo e acuto. Si rialzò un momento dopo, a frugarsi con la destra sotto la giamberga: tirò fuori una lente montata, oro e pietre verdi, a fingerla fiore o frutto su esile stralcio.

«Ruscello congelato» disse mostrandola. Sorrideva: chè aveva citato Ibn Hamdis, poeta siciliano, per omaggio agli ospiti. Ma, tranne don Giuseppe Vella, nessuno sapeva di arabo: e don Giuseppe non era in grado di cogliere il gentile significato che sua eccellenza aveva voluto dare alla citazione, né di capire che si trattava di una citazione. Tradusse, perciò, invece che le parole, il gesto: «La lente, ha bisogno della lente»; il che monsignor Airoldi, che con emozione aspettava il responso di sua eccellenza su quel codice, aveva capito da sé.

Sua eccellenza era di nuovo chino sul libro, muoveva la lente come a disegnare esitanti ellissi. Don Giuseppe vedeva i segni balzare dentro la lente e, prima che avesse il tempo di coglierne uno solo, sfrangiati ricadere sulla pagina tarlata.

Sua eccellenza voltò il foglio, ancora si attardò nell’esame. Mormorò qualcosa. Voltò altri fogli velocemente scorrendoli con la lente, sull’ultimo che guizzava di piccoli vermi d’argento si soffermò.

Si sollevò, voltò le spalle al codice: lo sguardo gli si era di nuovo spento.

«Una vita del profeta», disse «niente di siciliano: una vita del profeta: ce ne sono tante».

Don Giuseppe Vella si voltò con faccia radiosa verso monsignor Airoldi: «Sua eccellenza dice che si tratta di un prezioso codice: non ne esistono di simili nemmeno nei suoi paesi. Vi si racconta la conquista della Sicilia, i fatti della dominazione…». (L. Sciascia, Il consiglio d’Egitto, Milano, Adelphi, 2009, pp. 15-16)

Cos’è la letteratura per ragazzi?

letteratura per ragazzi Prende avvio  oggi un ciclo di interventi con cui apriamo una finestra sulla narrativa per ragazzi. Gli appuntamenti - per lo più interviste ad autori italiani e stranieri  del settore  - avranno cadenza quindicinale. Inaugura il ciclo Daniela Palumbo, autrice di numerosi romanzi tra cui Sotto il cielo di Buenos Aires e Il cuore coraggioso di Irena. Ha vinto il Premio Battello a Vapore Piemme 2010, con il libro Le valigie di Auschwitz

Il suo pezzo "Che cos'è la letteratura per ragazzi" è comparso lo scorso 18 luglio sul sito https://www.ibbyitalia.it/ che ringraziamo per la concessione. 

 

La letteratura per ragazzi è...letteratura. Ed è così.

Esistono, però, delle differenze fra la scrittura per adulti e quella per l'infanzia/ragazzi. Provo a tracciare alcuni elementi, nei quali intravedo confini e incontri. In comune hanno le eterne, grandi questioni della vita, che percorrono tutte le storie scritte: l'amore, la guerra, la morte, l'amicizia.

A cambiare è lo sguardo, che noi autori per l'infanzia posiamo sull'amore, sulla morte, sulla guerra, sull’amicizia. Perché è lo sguardo che contiene il punto di vista del bambino. Uno sguardo che abbiamo il privilegio di conservare, ma che ci interroga, anche come adulti. La narrazione del mondo dal punto di vista del bambino non confeziona risposte, ma può moltiplicare dubbie e attese. Una delle differenze che intravedo è nel linguaggio. La letteratura per ragazzi ha un linguaggio universale, perché sa parlare ad adulti e bambini, a qualunque latitudine. Il viceversa è più difficile.

Anche l'età del destinatario ha delle conseguenze interessanti nell'ottica delle differenze. Il lettore bambino è un essere umano in divenire. Sì, d'accordo, siamo tutti in divenire, anche noi adulti, ma per un ragazzo è diverso. Si tratta di dare radici alla propria identità, che rischia di frantumarsi nella difficoltà di vivere la complessità della realtà. La posta in gioco è, dunque, capire qual è il proprio posto nel mondo. Che non è banalmente capire il proprio, utile, posizionamento dentro l’esistenza umana. Ma in gioco ci sono le tracce che decideremo di lasciare lungo quel passaggio. D’altronde, è sempre il viaggio che conta, non la meta.

Quattro poesie da L’altro limite di Maria Borio

9788893820424 0 0 0 75 Cari lettori e lettrici, la redazione di LN si prende una pausa estiva per tutto il mese di agosto. Durante questo mese, ripubblicheremo alcuni articoli già usciti nel corso dell’anno. Ci rivediamo a settembre.

Pubblichiamo quattro testi dalla plaquette di Maria Borio L’altro limite, pubblicata da Lieto Colle, Collana Pordenonelegge. Le prime due poesie provengono, rispettivamente, dalla seconda e dalla terza sezione del libro; la terza fa parte della serie Eredità e, con la quarta, proviene dalla quarta sezione. Ringraziamo l’autrice e l’editore per averci concesso la pubblicazione.

E’ quasi pronto, sta per passare

la vita nell’aumento

della proprietà con un distacco, una ricompensa

fedele a sé, solo il giglio viola dal prato

non vale perché dura un giorno.

Potrebbero vederlo dalle finestre di notte, 

se volesse potrebbe

consumarlo, riaffilarlo la gente

come la punta di una matita.

Questo essere soli è essere di tutti,

il corpo ha odore, la proprietà ha odore,

l’affezione per una donna

che non ha odore, non ha proprietà

rientra nel cliché.

Lo descrivono come si racconta

la vita degli altri o si immagina

inesistente.