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diretto da Romano Luperini

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La scrittura e noi

Contiene testi poetici e narrativi editi e inediti di autori contemporanei.

Scegliere il Romanzo al posto della Storia: a proposito de "La scelta" di Giovanni Dozzini

Senza titolo Le solite questioni, riviste e corrette: può un romanzo raccontare una storia realmente accaduta senza tradirla con quella sua brama di finzione? e un giornalista, come nel nostro caso e in tanti altri di cosiddetto New Journalism, non viene meno al suo mandato quando intesse attorno a fatti realmente accaduti tutta una trama di piccoli eventi, gesti, personaggi, nomi inventati? e dentro la sua coscienza non c’è qualcosa che rimorde se decide di riportare alla luce le vicende di miseri pescatori capaci di riscattare dalla morte un gruppo di ebrei durante l’ultimo conflitto mondiale, se decide cioè di restituire la meritata memoria a una storia di “giusti” scegliendo però di trapiantarla nel territorio dell’immaginazione?

Mutilazione e delirio: il coraggio dell’invenzione ne “Il giardino delle mosche” di Andrea Tarabbia

Giardino mosche «Questo le chiedo, di ascoltarmi e credermi, ma non mi domandi, non ancora, perché io mi sia deciso a raccontare» (p.11). Sotto forma di una lunga, allucinata confessione - come nella migliore tradizione della narrativa russa - Andrea Tarabbia ha scelto di trasfigurare in voce narrante Andrej Čikatilo, il killer che tra il 1978 e il 1990 è stato artefice di una serie di omicidi tra i più truci e indicibili del secondo Novecento: un fatto di cronaca nera che il senso comune ha biasimato e condannato, alimentandosi però morbosamente dei dettagli diffusi da un giornalismo sempre più indistinguibile dallo sciacallaggio mediatico.

Marco Balzano, narratore della migrazione

cover il figlio del figlio1 Marco Balzano è un narratore della migrazione: non di quella contro cui l’Europa innalza ora i suoi nuovi muri ma di quella italiana del “miracolo” economico che dei flussi globali è stata, per certi aspetti, preannuncio e figura.

I suoi tre romanzi (Il figlio del figlio, 2010; Pronti a tutte le partenze,  2013 e L’ultimo arrivato, 2014) raccontano la grande mutazione antropologica nostrana attraverso diversi sguardi generazionali e diverse prospettive culturali comprendendo, tra di esse, costantemente, le voci di giovani intellettuali. Il serbatoio tematico di queste narrazioni è autobiografico: nato a Milano nel 1978 da una famiglia pugliese, Balzano è stato precario della ricerca (in I confini del sole, il suo studio su Leopardi e il Nuovo Mondo del 2005, il tema dell’alterità è già presente) e ora lavora come insegnante nei licei e nelle scuole medie.

Il lutto, il corpo, il vuoto: il romanzo allegorico di Gabriele Di Fronzo

GetAttachment Fin dai luoghi-soglia del libro d’esordio di Gabriele Di Fronzo, Il grande animale (Nottetempo), il lettore percepisce di trovarsi al cospetto di un perfezionista: se il pappagallo che campeggia in copertina, così ben imbalsamato da sembrare vivo, ci invita a fare la conoscenza di una «persona consacrata agli animali» (p. 12), la citazione in esergo – tratta dal romanzo La lezione di violino di Lucia Drudi Demby - suggerisce l’idea di qualcuno che lavora con tanta perizia da saper far scomparire qualunque traccia di artificio: «Vorrei eseguire le mie incombenze così bene che non ci si accorga che le ho eseguite».

Cinque domande a Demetrio Paolin, Selezione Premio Strega 2016

download 2 A cura di Roberto Contu

1) Ho appena terminato la lettura di Conforme alla gloria (Voland, 2016), il nuovo romanzo di Demetrio Paolin. La sensazione è quella di una lettura importante, di un libro che interroga, di un’esperienza personalmente scomoda. A bilancio immediato conservo l’impressione di un’architettura narrativa densa, di una scrittura necessaria, del tutto piegata alla decisione coraggiosa di percorrere a fondo la domanda sul male. Ho l’occasione di parlarne con Demetrio Paolin ma ancora prima delle possibili osservazioni sulla storia e i personaggi sento forte la voglia di conoscere l’esperienza privata dell’autore nella scrittura di un romanzo di questo tipo. Cosa hanno significato per te Demetrio gli otto anni di scrittura di Conforme alla Gloria?  

Silvia Tripodi, Sei estratti da Voglio colpire una cosa

silviatripodi A cura di Marianna Marrucci

Pubblichiamo sei testi tratti da Voglio colpire una cosa di Silvia Tripodi. L'opera è vincitrice, nella sezione inediti, del Premio Nazionale Elio Pagliarani 2015 e sta per uscire in volume presso l'editrice Zona.

I primi tre testi sono quelli che, in sequenza, aprono l'opera, il cui titolo coincide con il primo verso («Voglio colpire una cosa»); mentre gli altri tre sono dislocati più avanti. L'opera si compone di una trentina di sequenze come queste, più o meno della stessa lunghezza e strettamente legate l'una con l'altra.

Incontro con l'autore: Stefano Benni

A cura di Roberto Alajmo


Stefano Benni ci parla dell’importanza dei maestri.

Rivolgendosi ai ragazzi di oggi, lo scrittore ricorda i suoi 14 anni: un periodo di profondo cambiamento, reso ancora più difficile dal trasferimento nella grande città, Bologna, dal piccolo paese di montagna nel quale era nato e dalla necessità di capire le “regole” che la nuova vita cittadina gli imponeva. In questo percorso di crescita e di “adattamento” Benni è stato accompagnato e guidato dagli incontri con alcuni “maestri di vita”: gli scrittori con i loro libri ma anche le persone più semplici con i loro esempi di una vita intelligente, ricca, coerente e culturalmente vivace. Ripercorrendo con la memoria la propria adolescenza, Benni ci parla del suo “momento da ricordare”: l’ascolto partecipe dei racconti della guerra partigiana, narrati da chi l’aveva realmente vissuta tra le montagne.


La videointervista che proponiamo qui è tratta dalle espansioni multimediali del libro di Roberto Alajmo, Nelle puntate precedenti. Storie e racconti del tuo tempo (Palumbo 2016).



Incontro con l'autore: Valerio Magrelli

Riportiamo qui un'intervista in cui Valerio Magrelli, sollecitato dalle domande di un gruppo di insegnanti di lettere, ci parla della poesia contemporanea.

L'intervista è stata realizzata nell'ambito del corso di formazione regionale "Insegnare la contemporaneità", che si è svolto a Catania nello scorso mese di febbraio.



Incontro con l’autore: Moni Ovadia

A cura di Roberto Alajmo  

Attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante, Moni Ovadia affronta in questa intervista temi importanti, come la presa di coscienza del valore della nostra Costituzione, partendo dai suoi ricordi di studente della Scuola ebraica parificata di Milano. Noto anche per il suo costante impegno politico e civile a sostegno dei diritti e della pace, Ovadia indica come evento decisivo della nostra epoca il crollo del sistema sovietico e, per una generazione che aveva creduto alla possibilità di un mondo diverso, il conseguente sgretolamento dell’idea di una società più equa e giusta.

Infine Ovadia riflette sui cambiamenti epocali messi in moto da due fondamentali rivoluzioni scientifiche e tecnologiche: la scoperta del DNA alla metà del Novecento e la rivoluzione informatica che ci ha condotti nell’era digitale e che, in ultima analisi, ha reso sempre più profonda la differenza tra tempi delle macchine e tempi dell’uomo.

La videointervista che proponiamo qui è tratta dalle espansioni multimediali del libro di Roberto Alajmo, Nelle puntate precedenti. Storie e racconti del tuo tempo (Palumbo 2016).

 

 

 

Nota su La rancura

Foglie Secche, Macro, AutunnoNel 1998, Ernesto Sabato aveva ottantasette anni e, dando alle stampe Antes del fin, uno scritto autobiografico che era anche il bilancio di una lunga vita, avvertiva i suoi lettori con queste parole:

no esperen encontrar en este libro mis verdades más atroces; únicamente las encontrarán en mis ficciones, en esos bailes siniestros de enmascarados que, por eso, dicen o revelan verdades que no se animarían a confesar a cara descubierta1