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diretto da Romano Luperini

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La scrittura e noi

Contiene testi poetici e narrativi editi e inediti di autori contemporanei.

Silvia Tripodi, Sei estratti da Voglio colpire una cosa

silviatripodi A cura di Marianna Marrucci

Pubblichiamo sei testi tratti da Voglio colpire una cosa di Silvia Tripodi. L'opera è vincitrice, nella sezione inediti, del Premio Nazionale Elio Pagliarani 2015 e sta per uscire in volume presso l'editrice Zona.

I primi tre testi sono quelli che, in sequenza, aprono l'opera, il cui titolo coincide con il primo verso («Voglio colpire una cosa»); mentre gli altri tre sono dislocati più avanti. L'opera si compone di una trentina di sequenze come queste, più o meno della stessa lunghezza e strettamente legate l'una con l'altra.

Incontro con l'autore: Stefano Benni

A cura di Roberto Alajmo


Stefano Benni ci parla dell’importanza dei maestri.

Rivolgendosi ai ragazzi di oggi, lo scrittore ricorda i suoi 14 anni: un periodo di profondo cambiamento, reso ancora più difficile dal trasferimento nella grande città, Bologna, dal piccolo paese di montagna nel quale era nato e dalla necessità di capire le “regole” che la nuova vita cittadina gli imponeva. In questo percorso di crescita e di “adattamento” Benni è stato accompagnato e guidato dagli incontri con alcuni “maestri di vita”: gli scrittori con i loro libri ma anche le persone più semplici con i loro esempi di una vita intelligente, ricca, coerente e culturalmente vivace. Ripercorrendo con la memoria la propria adolescenza, Benni ci parla del suo “momento da ricordare”: l’ascolto partecipe dei racconti della guerra partigiana, narrati da chi l’aveva realmente vissuta tra le montagne.


La videointervista che proponiamo qui è tratta dalle espansioni multimediali del libro di Roberto Alajmo, Nelle puntate precedenti. Storie e racconti del tuo tempo (Palumbo 2016).



Incontro con l'autore: Valerio Magrelli

Riportiamo qui un'intervista in cui Valerio Magrelli, sollecitato dalle domande di un gruppo di insegnanti di lettere, ci parla della poesia contemporanea.

L'intervista è stata realizzata nell'ambito del corso di formazione regionale "Insegnare la contemporaneità", che si è svolto a Catania nello scorso mese di febbraio.



Incontro con l’autore: Moni Ovadia

A cura di Roberto Alajmo  

Attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore e cantante, Moni Ovadia affronta in questa intervista temi importanti, come la presa di coscienza del valore della nostra Costituzione, partendo dai suoi ricordi di studente della Scuola ebraica parificata di Milano. Noto anche per il suo costante impegno politico e civile a sostegno dei diritti e della pace, Ovadia indica come evento decisivo della nostra epoca il crollo del sistema sovietico e, per una generazione che aveva creduto alla possibilità di un mondo diverso, il conseguente sgretolamento dell’idea di una società più equa e giusta.

Infine Ovadia riflette sui cambiamenti epocali messi in moto da due fondamentali rivoluzioni scientifiche e tecnologiche: la scoperta del DNA alla metà del Novecento e la rivoluzione informatica che ci ha condotti nell’era digitale e che, in ultima analisi, ha reso sempre più profonda la differenza tra tempi delle macchine e tempi dell’uomo.

La videointervista che proponiamo qui è tratta dalle espansioni multimediali del libro di Roberto Alajmo, Nelle puntate precedenti. Storie e racconti del tuo tempo (Palumbo 2016).

 

 

 

Nota su La rancura

Foglie Secche, Macro, AutunnoNel 1998, Ernesto Sabato aveva ottantasette anni e, dando alle stampe Antes del fin, uno scritto autobiografico che era anche il bilancio di una lunga vita, avvertiva i suoi lettori con queste parole:

no esperen encontrar en este libro mis verdades más atroces; únicamente las encontrarán en mis ficciones, en esos bailes siniestros de enmascarados que, por eso, dicen o revelan verdades que no se animarían a confesar a cara descubierta1

Incontro con l'autore: Walter Siti

Riportiamo qui un'intervista in cui Walter Siti, sollecitato dalle domande di un gruppo di insegnanti di lettere, ci parla del romanzo contemporaneo.

L'intervista è stata realizzata nell'ambito del corso di formazione regionale "Insegnare la contemporaneità", che si è svolto a Catania nello scorso mese di febbraio.

 

 

Felice Piemontese su La rancura

La rancura di Romano LuperiniPubblichiamo qui, nella sua versione integrale e originaria, un articolo di Felice Piemontese che è stato stampato, assai ridotto e mutilato di parti essenziali, sul Mattino del 27 febbraio.

Critico e saggista tra i più apprezzati – fondamentali i suoi studi su Verga, Pirandello, Montale – Romano Luperini cominciò, una decina d’anni fa, a mostrare un interesse non occasionale per la narrativa, pubblicando alcuni brevi testi di tono prevalentemente autobiografico. Con ambizioni ben maggiori, eccolo ora proporci un romanzo di notevole mole e complessità – La rancura, Mondadori editore, pagine 308, € 20,00 – che si attesta senza alcun dubbio tra le opere di rilievo degli ultimi tempi.

Un autore avventizio o dilettante

000000000000000000Corlito1 Mi riconosco nella definizione di “autore avventizio”, che Romano Luperini usa per riferirsi a se stesso come ad un autore, che provenendo da una lunga carriera di tutt’altro genere (nel suo caso come critico letterario) si sperimenta in una fase avanzata della vita come scrittore. Ovviamente non lo è nel senso professionale del termine, anche se la sua esperienza letteraria è limitrofa, ma dalla critica alla scrittura è come saltare dall’altra parte della barricata. Mi riconosco nella sua storia: sin qui mi sono considerato un “dilettante”, citando cripticamente un grande che non era uno scrittore di mestiere, Italo Svevo, che di professione produceva e vendeva vernici. Così ho scritto nella quarta di copertina del mio romanzo d’esordio uscito nel 2004 presso un piccolo editore milanese: “delle lettere è un dilettante”.

La mia rancura

000000000000000Conturancura00001 Premessa

Questo testo non è una recensione all’ultimo romanzo di Romano Luperini, La rancura. È piuttosto il tentativo di riordinare in modo fruibile le suggestioni del tutto personali e per certi aspetti profondamente intime maturate durante la lettura del libro. Si tratta dunque di una mescolanza assoluta e voluta, tra referto oggettivo ed esperienza individuale, tra volontà di penetrare il testo e abbandono volontario all’inerzia emozionale privata.

Angelo Guglielmi, il problema della autobiografia e il caso di Annie Ernaux

Luigi Ghirri at Matthew Marks Martin Amis, uno dei principali scrittori inglesi contemporanei, per spiegare il ricorso sempre più frequente all’autobiografismo da parte dei narratori del nostro tempo, ha scritto:

«In un mondo che diventa sempre più inafferrabile ma soprattutto sempre più mediato, il rapporto diretto con la propria esperienza è l’unica cosa di cui ci si possa fidare. Perciò l’attenzione è rivolta all’interno».

Angelo Guglielmi cita giustamente questo passo per recensire La rancura.