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diretto da Romano Luperini

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La scrittura e noi

Contiene testi poetici e narrativi editi e inediti di autori contemporanei.

Felice Piemontese su La rancura

La rancura di Romano LuperiniPubblichiamo qui, nella sua versione integrale e originaria, un articolo di Felice Piemontese che è stato stampato, assai ridotto e mutilato di parti essenziali, sul Mattino del 27 febbraio.

Critico e saggista tra i più apprezzati – fondamentali i suoi studi su Verga, Pirandello, Montale – Romano Luperini cominciò, una decina d’anni fa, a mostrare un interesse non occasionale per la narrativa, pubblicando alcuni brevi testi di tono prevalentemente autobiografico. Con ambizioni ben maggiori, eccolo ora proporci un romanzo di notevole mole e complessità – La rancura, Mondadori editore, pagine 308, € 20,00 – che si attesta senza alcun dubbio tra le opere di rilievo degli ultimi tempi.

Un autore avventizio o dilettante

000000000000000000Corlito1 Mi riconosco nella definizione di “autore avventizio”, che Romano Luperini usa per riferirsi a se stesso come ad un autore, che provenendo da una lunga carriera di tutt’altro genere (nel suo caso come critico letterario) si sperimenta in una fase avanzata della vita come scrittore. Ovviamente non lo è nel senso professionale del termine, anche se la sua esperienza letteraria è limitrofa, ma dalla critica alla scrittura è come saltare dall’altra parte della barricata. Mi riconosco nella sua storia: sin qui mi sono considerato un “dilettante”, citando cripticamente un grande che non era uno scrittore di mestiere, Italo Svevo, che di professione produceva e vendeva vernici. Così ho scritto nella quarta di copertina del mio romanzo d’esordio uscito nel 2004 presso un piccolo editore milanese: “delle lettere è un dilettante”.

La mia rancura

000000000000000Conturancura00001 Premessa

Questo testo non è una recensione all’ultimo romanzo di Romano Luperini, La rancura. È piuttosto il tentativo di riordinare in modo fruibile le suggestioni del tutto personali e per certi aspetti profondamente intime maturate durante la lettura del libro. Si tratta dunque di una mescolanza assoluta e voluta, tra referto oggettivo ed esperienza individuale, tra volontà di penetrare il testo e abbandono volontario all’inerzia emozionale privata.

Angelo Guglielmi, il problema della autobiografia e il caso di Annie Ernaux

Luigi Ghirri at Matthew Marks Martin Amis, uno dei principali scrittori inglesi contemporanei, per spiegare il ricorso sempre più frequente all’autobiografismo da parte dei narratori del nostro tempo, ha scritto:

«In un mondo che diventa sempre più inafferrabile ma soprattutto sempre più mediato, il rapporto diretto con la propria esperienza è l’unica cosa di cui ci si possa fidare. Perciò l’attenzione è rivolta all’interno».

Angelo Guglielmi cita giustamente questo passo per recensire La rancura.

Caro padre ti onoro, ma ti odio anche un po'

Alessandro Piangiamore | Tutto il vento che c'è / All the wind that blows (Ponentino, Scirocco) | 2012, soil, wind, cm 13x13x30 each View of the exhibition Smeared with the Gold of the Opulent Sun at NOMAS Foundation, RomeQuesto aticolo è apparso su Tuttolibri del quotidiano La stampa del 13 febbraio 2016.

La rancura (Mondadori) è il nuovo romanzo di Romano Luperini. Anzi sono due: uno, il romanzo storico, che copre le vicende (la Storia) del nostro Paese dal fascismo a oggi; l’altro, è la storia delle idee e stili che negli stessi anni, nell’ambito della letteratura, si sono avvicendate.

Alcune poesie di Nanni Balestrini

È recentemente uscito per DeriveApprodi Come si agisce e altri procedimenti, il primo volume delle poesie complete di Nanni Balestrini. Le poesie raccolte, che risalgono a un arco temporale che va dal 1954 al 1969, sono anticipate da un’Introduzione di Niva Lorenzini e seguite dallo scritto di Nanni Balestrini Linguaggio e opposizione (dall’antologia I Novissimi a cura di Alfredo Giuliani, 1961 ), da un’Antologia della critica a cura di Antonio Loreto e dal saggio Il senso appeso. Balestrini, poesie che si vedono di Andrea Cortellessa. Proponiamo di seguito una scelta di poesie.

Tre capitoli di La Rancura di Romano Luperini

0000000000rancuraromano Pubblichiamo un estratto dal romanzo di Romano Luperini La rancura. Poiché il romanzo è diviso in tre parti si danno qui in anteprima un capitolo per ciascuna di esse. Col capitolo della prima parte (In un casino) siamo negli anni del fascismo, con quello della seconda (La manifestazione femminista) negli anni settanta, con quello della terza (La selezione del Grande fratello) nell’era berlusconiana. Tornando alla terza puntata di questo Diario il lettore può agevolmente inquadrare nella vicenda i tre capitoli qui riportati.

Giustificazioni dell'autore avventizio circa alcune scelte compiute nel suo romanzo/4

0000000000rancuraromano

Le tre parti del romanzo (Memoriale sul padre, Il figlio, Il figlio del figlio) corrispondono a tre generi narrativi diversi. La prima (la storia del padre negli anni del fascismo e della resistenza) oscilla fra il romanzo storico e il memoriale e si avvicina alla docu-fiction: del romanzo storico ha l’alternanza fra invenzione e ricostruzione di fatti realmente accaduti (molti personaggi, qui come nella parte successiva, sono realmente vissuti e chiamati col loro vero nome), del memoriale il pathos del ricordo, della docu-fiction la documentazione. La seconda (la storia del figlio fra gli anni del dopoguerra e della contestazione e quelli di piombo) ha l’aspetto del resoconto autobiografico in prima persona ma in realtà si muove nell’ambito dell’autofiction; accanto a fatti realmente accaduti all’autore ve ne sono altri invece inventati o ricostruiti su documenti d’epoca. La terza (la storia del figlio del figlio, ambientata nel 2005) è un racconto oggettivo in terza persona, ma vi si incontrano anche riscritture ironiche di precedenti testi dell’autore. I due protagonisti delle prime due parti (il padre e il figlio) dapprima sono visti prevalentemente dall’interno, poi, nella parte immediatamente successiva a quella in cui compaiono per la prima volta, sono considerati e giudicati anche dall’esterno, in modo che il lettore non sia orientato in un’unica direzione e abbia una prospettiva valutativa aperta e problematica.

Il romanzo dell'autore avventizio: la trama/3

0000000000rancuraromano Pubblichiamo la terza delle cinque puntate del "Diario di un autore avventizio", che Romano Luperini ha scritto in occasione della pubblicazione del suo nuovo romanzo: "La rancura". Gli articoli verranno pubblicati ogni venerdì e si concluderanno con l'anticipazione di un brano del romanzo. La prima parte si può leggere qui, la seconda qui.

Il romanzo, suddiviso in tre parti, racconta il rapporto fra padri e figli lungo tre generazioni, dal fascismo a oggi. La prima parte copre gli anni 1935-1945, la seconda si svolge fra il 1945 e il 1982, la terza è ambientata nell’estate 2005. Il titolo La rancura riecheggia un passo di Montale (dal poemetto Mediterraneo in Ossi di seppia): «E questa che in me cresce/ è forse la rancura/ che ogni figliuolo, mare, ha per il padre».

Le avventure dell'autore avventizio/2

0000000000rancuraromano Pubblichiamo la seconda delle cinque puntate del "Diario di un autore avventizio", che Romano Luperini ha scritto in occasione della pubblicazione del suo nuovo romanzo: "La rancura". Gli articoli verranno pubblicati ogni venerdì e si concluderanno con l'anticipazione di un brano del romanzo. La prima parte si può leggere qui.

A Mondadori sono arrivato per caso, e seguendo la trafila naturale di un autore avventizio. Una mia ex allieva, che lavora nella editoria a Londra e a cui avevo chiesto lumi per orientarmi, mi aveva fornito diversi mesi fa due indirizzi elettronici: quello di Carlo Carabba per Mondadori e quello di una ragazza che lavora presso Rizzoli, seppure in un settore estraneo alla narrativa. Ho mandato il testo a entrambi, e dal secondo indirizzo non ho avuto alcun riscontro. Viceversa Carabba mi ha risposto subito dicendomi che non si occupava di narrativa e indirizzandomi a Giulia Ichino.