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diretto da Romano Luperini

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La scrittura e noi

Contiene testi poetici e narrativi editi e inediti di autori contemporanei.

Fra cronaca ed epica

00001MilaniLuperini La terra bianca. Marmo, chimica e altri disastri (Laterza) di Giulio Milani oscilla fra cronaca ed epica. Della cronaca ha la minuzia informativa di molte pagine, dell’epica il pathos corale di altre. Da un lato l’ingorgo di informazioni (articoli e ritagli di giornali, brani di libri, post di blog, email), nella quali il lettore può talora smarrirsi, dall’altro il senso epico di appartenenza a un popolo, a radici comuni e a un comune impegno, capace di unire l’intellettuale alla sua terra. Entrambe le direzioni confluiscono nella descrizione di un disastro naturale e sociale che sta dilaniando la zona apuana, dalla spezzino alle cave di marmo di Carrara e alla Versilia, dal polo chimico ai veleni dei residui tossici, dalla esplosione di un serbatoio di un pesticida della Montedison nel 1988 (una “nuova Seveso”) alle continue alluvioni che hanno prodotto le recenti proteste di massa, dall’affare dei rifiuti, che collega questa zona della Toscana alla “terra dei fuochi” della Campania, entrambe sotto il controllo delle organizzazioni mafiose, al ricatto fra salute e lavoro cui sono sottoposte le popolazioni.

Olympos. Un racconto di Francesco Pecoraro

00001PecoraroCome ben sanno i tanti appassionati lettori del romanzo La vita in tempo di pace (Ponte alle Grazie, 2013), la scrittura di Francesco Pecoraro mescola narrazione e saggismo, e il filo del racconto avanza proprio in virtù delle (apparenti) divagazioni. Molte di queste digressioni riguardano il tema della città, che si fa teatro di un conflitto tra l’aspirazione all’ordine espressa dalla razionalità della struttura urbanistica e l’inesorabile degrado di un universo costituzionalmente caotico. Anche il racconto che riportiamo qui è il ritratto di una città, Olympos. Isolata e misteriosa, Olympos diventa l’emblema tragico della insignificanza e insieme della resistenza di un’umanità assediata dall’infinito.

ventitré maggio millenovecentonovantadue

0000FalconeBorsellino Roberto Alajmo, scrittore, giornalista e intellettuale palermitano, racconta ad un ragazzino di oggi la strage di Capaci e i fatti successivi, intrecciano alla linearità del resoconto inserti e frammenti dei libri in cui ci ha narrato quei giorni difficili. Il brano che riportiamo è tratto da un volume in preparazione che uscirà l’anno prossimo presso Palumbo editore.

 

23 maggio 1992: in un colossale attentato dinamitardo nella zona di Capaci, sull'autostrada alle porte di Palermo, viene assassinato Giovanni Falcone, il magistrato che più di ogni altro ha avversato le cosche mafiose.

Donna Marcella. Un racconto di Laura Pariani

01CervantesPariani Laura Pariani ama riempire con la sua scrittura i vuoti della storia, dando voce ai vinti e agli offesi. Emigranti ed esiliati, donne accusate di stregoneria, indios oppressi e perseguitati, vite spezzate dalla violenza: le sue opere sono popolate da un’umanità ferita e raccontano vicende «ai margini della storia ufficiale, frammenti, brandelli di storie dimenticate e vaghe». Per la scrittrice lombarda la letteratura è infatti una forma di memoria e di riscatto. Protagonisti dei suoi ultimi romanzi sono grandi scrittori come Dostoevskij (in Nostra Signora degli scorpioni, steso con Nicola Fantini, Sellerio 2014) e Dino Campana (Questo viaggio chiamavamo amore, Einaudi 2015), che interessano alla Pariani proprio in quanto “diversi”. In questo racconto, invece, Laura Pariani si misura con un personaggio di romanzo: Donna Marcella, la straordinaria figura femminile che fa la sua apparizione nella Prima Parte del Don Chisciotte di Cervantes.

Paolo Febbraro. Una poesia e un autocommento

0000Febbraro Poeti d'oggi è una rubrica dedicata alla poesia contemporanea. Ospita riflessioni sull’insegnamento della poesia e una selezione di testi con autocommento degli autori. L'intervento di oggi è un autocommento di Paolo Febbraro alla poesia Deposizione (da Fuori per l'inverno, 2014), scelta dall’autore per la nostra rubrica.

La vita che non è tua. Un viaggio in Birmania

BIRMANIA-SADU' SADU'I ricordi del tuo viaggio iniziano con il viso di un ragazzo. Ha dodici anni, gli occhi dolci e l'aria furba e un po' aggressiva di chi è abituato a vivere per strada. Sei a Bagan vecchia, città di templi nel cuore della Birmania, e la tua mongolfiera si è appena posata su una distesa di campi riarsi, che si estendono a perdita d’occhio per chilometri. Il pilota inglese è al centro di un cerchio di sedie di bambù che delimita lo spazio simbolico che la gente locale non può attraversare. Il giro di un’ora in mongolfiera ti è costato molto, 250 dollari, e lo champagne di cattiva qualità con cui sei accolto all’atterraggio dovrebbe farti sentire un po’ del lusso occidentale per cui hai sborsato questa cifra oscena.

La nuvola Franciska e lo stagno

nuvola bianca

 Dev’essere l’acqua. L’acqua di cui son fatte le nuvole è l’origine della sua sensibilità così profondamente umana.

Certo, quella di Franciska è acqua di una purezza superiore, benché nel correre per il cielo in lungo e in largo qualche briciola di polvere la raccolga anch’essa. Per non parlare del profumo che le spruzziamo, tutt’altro che gradevole. Un miscuglio orribile di gas che lei cerca di scansare zigzagando nel cielo e contorcendosi tutta, fino ad assumere le forme più strane e fantasiose – per la meraviglia infinita dei bambini.

Il falcone maltese 2.0

Un’avventura. C’è chi la chiama così.

In particolare un sardo con degli occhiali rettangolari che fanno a pugni con la sua faccia, rotonda. Molto rotonda. La sua pelle ha il colore del prosciutto cotto lasciato fuori dal frigo per diversi giorni. I suoi vestiti sono quelli di uno che ha provato a fare l’elegante-informale per un colloquio di lavoro, senza sapere che certi colori piazzati insieme potrebbero causare un distaccamento della retina. O perlomeno una forte nausea.