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diretto da Romano Luperini

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Costruire un laboratorio di lettura (parte prima)

0000000000000000000000Cavadinilablettura E così la giovane mente di Matilda continuava a fiorire, nutrita dalle voci di quegli scrittori che avevano mandato in giro i loro libri per il mondo, come navi attraverso il mare. Da questi libri veniva a Matilda un messaggio di speranza e di conforto: tu non sei sola.

R. Dahl Matilda

La parola ai ragazzi

Como, classe 2 A, scuola secondaria di primo grado: due giorni dopo la visita a Tempo di Libri proviamo a tirare le somme. Abbiamo incontrato due autori, Davide Morosinotto e Anna Vivarelli, di cui avevamo letto in classe i testi, i ragazzi sono stati lettori preparati e autorevoli. Ho scelto di farli riflettere sull’esperienza vissuta attraverso la scrittura di un testo guidato: sei ore in cui hanno prima lavorato alla prescrittura (trovare gli argomenti e selezionarli), poi alle bozze e infine alla revisione. Questa la traccia:

Scrivi un testo sulla lettura:

  1. Scegli il titolo (sai come si sceglie un titolo vero?)

  2. Dividi il testo diviso in paragrafi così strutturati

  1. Fai un’introduzione in cui spieghi cos’è per te la lettura

  2. “Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati, ma perché nessuno sia più schiavo”, così scriveva Gianni Rodari sulla lettura. In questo paragrafo vorrei che spiegassi questa frase, facendo riferimento a libri che hai letto o argomenti trattati in classe. A cosa servono i libri? (fai esempi concreti)

c) Tu pensi che si possa insegnare a leggere? Che si possa insegnare il piacere per la lettura? Come? Raccontami del tuo libro preferito (autore/titolo/ breve notizia sulla trama/ personaggio preferito e perché, come ti sei sentito mentre lo leggevi) e esprimi le tue considerazioni sulla lettura ad alta voce in classe

d) Tempo di libri: fai le tue considerazioni sulla manifestazione, cosa ti è piaciuto, che esperienze hai vissuto, cosa hai imparato.

e) finale (ricordati le tecniche per il finale del testo argomentativo): cosa ti piacerebbe fare ancora nelle nostre ore di lettura? E perché.

Vi riporto l’inizio del testo di Matteo perché tocca punti interessanti, risultato di due anni dedicati al laboratorio di lettura per due ore a settimana, con l’obiettivo di costruire una comunità di lettori, in grado di discutere di libri in modo consapevole:

Lettura? Sì grazie

Per me la lettura non è il classico passatempo o un obbligo assegnato dai professori, ma è un momento della giornata in cui sentirmi libero, in cui provare emozioni fantastiche. Credo che la lettura sia bella proprio per questo: per viaggiare quando non si può e per sognare ad occhi aperti, solo con poche righe. Credo inoltre che tutti debbano avere la possibilità di leggere per non commettere errori, per non finire nell’ignoranza e per non diventare schiavi, come afferma Gianni Rodari; per non diventare come i Talebani che vietano la lettura e l’insegnamento, forse per paura o forse per la straordinaria forza e felicità che queste due cose trasmettono.

Ovviamente è difficile appassionarsi alla lettura senza averla mai scoperta, ma con la costanza e l’aiuto degli autori giusti ci si può affezionare.”

Non si nasce lettori: non esiste alcun imperativo biologico che ci spinga a leggere e a scrivere, semplicemente impariamo a farlo, possiamo imparare a farlo, dobbiamo insegnare a farlo.

Leggere è un lavoro e richiede impegno e competenze spesso lontane dai ragazzi: decifrare segni, seguire il filo del discorso, non fare null’altro contemporaneamente, dedicarsi intensamente alla pagina scritta, isolarsi e visualizzare immagini e situazioni. Tutte attività che implicano energia e sforzi: il verbo leggere non ammette la passività, più che l’imperativo!

I dubbi intorno al piacere, forse anche al dovere, alla necessità della lettura non devono essere mai cancellati, elusi, repressi ma devono diventare il filo rosso che guida le nostre azioni di docenti, il punto da cui partire. Se come insegnanti non accettiamo che “non leggere” sia un’opzione possibile e in un certo qual modo naturale resteremo sempre i censori che condannano dall’alto; invece il nostro compito politico e istituzionale è scendere nella mischia, nella realtà e insegnare ai ragazzi a leggere, a capire quello che leggono. Mostrare perché e come farlo. Educarli alla lettura e insegnare loro a discutere, ad argomentare e a capire l’importanza delle parole e della lingua.

Chiariamo un punto: leggere è faticoso e per amare leggere bisogna anzitutto saper leggere speditamente e velocemente, non è un caso che i nostri ragazzi magari ascoltino con piacere la lettura ad alta voce ma fatichino a leggere da soli, soprattutto libri complessi. La fortuna di certi romanzi, penso alla saga La Schiappa di Jerry Spinelli o a Thirteen di Jay Asher, è che non presentano trabocchetti narrativi: la scrittura è lineare, piana, i ragazzi sanno cosa aspettarsi, anche i possibili colpi di scena sono scontati e il narratore è subito riconoscibile. È partendo da queste premesse che ho costruito il laboratorio, un percorso che vorrei raccontarvi in una serie di articoli che tratteranno sia di tecniche didattiche sia delle motivazioni ad esse sottese.

Organizzare un laboratorio di lettura

Ogni lettura avviene in un ambiente definito, non è solo una questione di luogo, ma riguarda i libri disponibili, lo stato d’animo, l’abitudine a leggere, la disponibilità di storie che amiamo e la possibilità di avere tempo a disposizione. Se vogliamo aiutare i ragazzi a diventare lettori consapevoli dobbiamo essere in grado di creare un ambiente di lettura favorevole. Per attivare un percorso di lettura io credo sia quindi necessario:

  1. Riflettere sul nostro rapporto con la lettura e sul nostro ruolo di educatori alla lettura. Come insegnanti di lettere, leggere è nostro imperativo categorico: ma quando abbiamo iniziato a leggere e perché? Come la lettura ha cambiato la nostra vita? Tutti i lettori si aiutano a vicenda: ma gli apprendisti lettori imparano da adulti competenti e consapevoli del loro ruolo, persone che hanno fatto esperienza di molte letture e di discussioni sui libri. Tra questi un posto privilegiato è occupato dagli insegnanti.

  2. Conoscere e leggere letteratura per ragazzi e young adult: per quanto si parli molto dell’importanza del piacere di leggere, sono convinta che noi sappiamo assai poco dei gusti dei ragazzi e poco forse ci interessa davvero. Le nostre mediazioni, i nostri suggerimenti di lettura, passano inevitabilmente dalle passioni personali, dai libri che amiamo: spesso la piena gratificazione per noi arriva quando un giovane lettore accetta di seguirci sui nostri sentieri, non quando se ne allontana.

  3. Scegliere e leggere libri ad alta voce: la lettura ad alta voce è un’alleata preziosa per sviluppare l’ascolto e l’attenzione, io uso un piccolo accorgimento: quando leggiamo in classe assegno le parti ai miei studenti, ciascuno legge come se fosse il personaggio, a me tocca sempre il narratore.

  4. Conoscere il potenziale dei libri illustrati, strumento prezioso per entrare in argomento, per sviluppare il senso estetico, per trovare personali connessioni tra testo scritto e immagini

  5. Avere libri a disposizione e tempo dedicato alla lettura: ogni scuola, ogni classe deve avere una biblioteca aggiornata e fornita. Non possiamo pretendere che i ragazzi leggano se non li portiamo ad avere contatto e familiarità coli libri

  6. Presentare i libri e insegnare a farlo: i primi a porsi come lettori devono essere i docenti, che suggeriscono letture, spiegano i punti di forza del libro, diventano quasi librai.

  7. Insegnare a parlare di libri attraverso le tecniche che via via si illustreranno

Educare alla lettura deve diventare momento essenziale della progettazione didattica. Che dobbiamo occuparci di lettura non lo scopriamo oggi, non lo scopriamo ora, è un imperativo, per così dire, del docente di lettere (e non solo): «il gusto per la lettura resta un obiettivo primario all’intero percorso di istruzione, da non compromettere con un’indebita e astratta su griglie interpretative e su aspetti metodologici. […] Al termine del percorso lo studente avrà compreso il valore intrinseco della lettura, come risposta a un autonomo interesse come fonte di paragone con altro da sé e di ampliamento dell’esperienza del mondo. » (Indicazioni ministeriali per la scuola secondaria di secondo grado).

Strumenti e tecniche possibili

Non si impara a leggere per osmosi: dobbiamo dare ai nostri alunni istruzioni esplicite, chiarire loro in cosa consista la lettura e fornire strategie dirette e comprensibili e concedere tempo per leggere e discutere in classe. Per questo abbiamo bisogno di alcuni strumenti:

  • Taccuino del lettore, in cui inserire tutti gli esercizi e le riflessioni sui libri letti

  • Tecniche ermeneutiche: esercizi che permettono ai ragazzi di entrare in profondità nei testi, di costruire un loro significato

  • Book talk: presentare e parlare di libri e insegnare ai ragazzi come farlo

  • Consulenze sulla lettura: consigliare libri, indicare novità e classici, aiutare i ragazzi a trovare il loro libro.

Cos’è il taccuino, perché il taccuino

«Il taccuino è il posto dove scrivo quello che mi sta intorno. Se un pensiero mi passa per la testa lo metto lì, a volte disegno o annoto frasi che mi piacciono, da libri, poesie e canzoni. Il taccuino è un posto tutto mio. E’ utile perché se non ho idee, lo sfoglio e qualcosa ci trovo» Marco

Non è un diario e nemmeno un libro di appunti, ma può contemplarli entrambi: contiene attivatori, liste, mappe, scalette, storyboard, organizzatori grafici, disegni e schizzi, articoli, frasi, applicazioni di tecniche di scrittura, commenti a libri e articoli, parole difficili e parole belle.

Nel taccuino del lettore ci sono:

  • la pagina Libri che vorrei leggere: qui i ragazzi registrano i titoli che potrebbero piacere loro dopo aver ascoltato i book talk dell’insegnante e del compagni, dopo aver letto le recensioni su siti come www.qualcunoconcuicorrere.it, dopo i pomeriggi di esplorazione in biblioteca;

  • la scheda libri che ho letto: in una tabella inseriscono il titolo del libro letto, quando è stato letto, se è stato completato o meno e un voto da 1 a 5 (l’indicazione di voto serve loro per individuare subito il testo su cui vorranno fare la lettera recensione o il book talk, la presentazione del libro alla classe);

  • Citazioni del libro che per qualche modo li colpiscono

  • Annotazioni sul libro suggerite dall’insegnante partendo da schemi/stimoli/suggestioni/esercizi

  • Annotazioni libere: qualunque cosa vogliano scrivere, disegnare, progettare sul libro che sto leggendo

  • riflessioni su alcune attività legate alla lettura bookspeed dating, gara “pugno di libri”, ad alta voce e sul proprio essere lettori.

Cercherò di spiegare lettura poi, articolo per articolo, in cosa consistono questi punti, ma il paradigma di fondo è presto detto: per diventare lettori consapevoli non basta leggere, è necessario lavorare sui libri e per farlo ci vogliono tecniche ben precise e innestare una routine che non sia solo spiegazione/interrogazione/relazione.

All’inizio del nostro laboratorio: i nostri studenti e la lettura

All’inizio del percorso è importante che i ragazzi riflettano sul loro rapporto con la lettura e che il lavoro di meta cognizione venga poi ripreso durante tutto il percorso, anche semplicemente facendoli rispondere alla domanda “Cosa hai imparato di te come lettore? Hai scoperto qualcosa di te che non conoscevi?”

E’ possibile farli ragionare sul loro rapporto con la lettura attraverso un’attività di completamento da fare sul taccuino e poi da condividere in classe.

Personalmente, all’inizio dell’anno li invito a rispondere a una batterie di domande sulla lettura le cui risposte scritte diventano un utile feedback per capire come orientarmi nel loro rapporto con la lettura.

A questo punto tutto è pronto per iniziare il percorso di lettura, un percorso che prevede libri, riflessioni sui libri, analisi della forma e del contenuto e infinite discussioni in classe.

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